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giovedì 27 gennaio 2011

“Lei, che cosa avrebbe fatto al mio posto?”

Oggi è la Giornata della Memoria ... per non dimentarci di cosa gli uomini sono capaci di fare in nome d'ideali e politiche che nulla hanno a che spartire con il pensiero ma solo con la violenza.

In questo giorno cosi sereno ma denso di significato voglio ricordare nel mio piccolo Giorgio Perlasca, un giusto tra i giusti...un uomo capace di salvare la vita di migliaia di ebrei per pura e semplice convinzione, la causalità del bene o meglio la banalità del bene.

Alla domanda del perchè abbia fatto ciò a rischio della sua vita la risposta, semplice, disarmante e schietta è stata:

“Lei, che cosa avrebbe fatto al mio posto?”

La dice lunga su quanto siamo in grado di essere noi stessi in tutte le situazioni e non rinnegare ciò che nel profondo nutriamo, quel senso di giustizia che ci distingue dal baratro infinito di innumerevoli delitti. Perchè si è colpevoli anche solo nell'esser indifferenti, tanto e forse di più di chi ne è attore.

Un invito a riflettere a chi, nella quotidianità, con egoismo e opportunismo si sente al di sopra degli altri, come fosse di una qualità superiore, come se la vita per lui fosse un gradino sopra gli altri. Non c'è un gradino sopra gli altri, siamo tutti nello stesso cielo...


Non bastano le stelle di questa foto per dare un nome a chi ha pagato con la vita le colpe e l'indifferenza di questa società corrotta e bacata negli ideali.

Grazie Giorgio.


http://www.giorgioperlasca.it/

martedì 27 gennaio 2009

Giornata della Memoria

Oggi è la Giornata della Memoria ... per non dimenticare.

La giornata serve a ricordare l'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, avvenuto il 27 gennaio del 1945.


Conclusione di uno dei periodi più bui dell'umanità.....

Personalmente mi viene in mente la storia di Giorgio Perlasca.

Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei spacciandosi per console spagnolo.

Emersa dopo un silenzio durato quasi mezzo secolo, la storia di questo “eroe per caso”, il cui nome oggi si trova a Gerusalemme tra i Giusti delle Nazioni, dimostra che per ogni individuo è sempre possibile assumersi la responsabilità personale per la difesa della vita e dell’umanità.